Assessment Tool by Symantec Calcola il prezzo che potrebbero avere i tuoi dati nel mercato nero Settembre 13, 2009
Posted by installatore in Varie, networking, security.Tags: assessment, hacker, identity, malware, symantec, underground
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In questi giorni la Symantec ha rilasciato un tool on-line per calcolare il valore della tua identità sul mercato nero di internet.E’ molto curioso,la mia vale solo sui 10$ ,effettivamente ci sono rimasto un pò male.Provatelo anche voi….
http://www.everyclickmatters.com/victim/assessment-tool.html
Linux Firewall How to abort (cut) specific connections Settembre 13, 2009
Posted by installatore in linux, networking, script, security.Tags: connections, cutter, iptraf, kill, netstat, ntop, tcpkill
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Alcune volte capita gestendo Firewall basati su distribuzioni Linux di dover killare eventuali connessioni superfluee,o non autorizzate o più semplicemente terminare vpn lasciate aperte dagli impiegati piuttosto che terminare connessioni con alti consumi di banda nonchè peer-to-peer.Per fare ciò non possiamo affidarci al solito comando netstat dovremmo imparare a utilizzare altri due comandi disponibili in linux.
Il primo comando disponibile è il comando tcpkill.
La sintassi del comando è:
tcpkill -i eth0 { expression }
Per esempio per poter killare tutte le connessioni in uscita sulla porta 21 (ftp) potremmo usare il comando nella seguente maniera.
tcpkill -i eth0 port 21
Oppure bloccare completamente tutte le connessioni da e per un determinato host.
tcpkill host 192.168.0.123
Altrimenti bloccare tutti i pacchetti tra un determinato host e tutti gli altri pc in rete ad esclusione del nostro.
tcpkill ip host 192.168.0.123 and not 192.168.0.15
Il secondo è cutter.
Per esempio se volessimo terminare tutte le connessioni da un’host al resto del mondo.
cutter 192.168.0.123
Se invece ci interessa terminare solo le connessioni ssh.
cutter 192.168.0.123 22
Se vogliamo essere più specifici e bloccare tutte le connessioni ssh dal 192.168.0.123 al server remoto 123.123.123.123 la sintassi sarà la seguente.
cutter 123.123.123.123 192.168.0.123 22
Direi che questi 2 utilissimi comandi se usati in aggiunta ad iptraf o ad altri programmi di monitoring come ntop permettono anche l’automazione di eventuali operazioni ripetitive come la disconnessione do tutte le vpn alla fine del turno di lavoro.
Passive fingerprinting of a system through firewall log Settembre 8, 2009
Posted by installatore in networking, security.Tags: fingerprint, forensics, networking, security
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In determinate situazioni,vi potrebbe essere chiesto di raccogliere informazioni su eventuali sistemi ormai non più raggiungibili per svariati motivi (spenti…?oppure più semplicemente poichè non autorizzati dalla direzione piuttosto che da motivi legali…),in questo determinato caso per ottenere informazioni su questo/i sistemi dovremmo avventurarci nel mondo del network forensics.,il quale consiste nel raccogliere informazioni attraverso l’osservazione di eventuali “tracce”,lasciate dai sistemi sugli apparati di rete aziendali.
Di seguito spiegherò come poter risalire alla marca produttrice della macchina e a riconoscere il sistema operativo installato sulla stessa.
Normalmente le macchine basate su sistema operativo Windows creano di default i pacchetti con un TTL standard di 128,mentre per le macchine con sistema operativo Linux di ultima generazione presentano un TTL standard di 64.
Ne consegue che un pacchetto che arriva con un TTL di 126 è molto più probabilmente attribuile a una macchina Windows a 2 hop (router) di distanza dal nostro firewall piuttosto che un pacchetto generato da una macchina Linux a 126 hop di distanza.Stessa cosa è valida per le macchine Linux,un pacchetto con TTL 60,sarà in linea di massima attribuibile a una macchina Linux a 4 hop di distanza.
Provate a indovinare la marca produttrice e il sistema operativo da questi log estratti da un firewall basato su iptables.
Mar 24 12:13:13 192.168.1.10 kernel: [ 915.256256] FIREWALL:BLOCKEDIN=eth3 OUT= MAC=ff:ff:ff:ff:ff:ff:00:21:70:4d:4f:ae:08:00 SRC=192.168.1.170 DST=192.168.1.255 LEN=96 TOS=0×00 PREC=0×00 TTL=128 ID=61495 PROTO=UDP SPT=137 DPT=137 LEN=76
Mar 24 12:13:14 192.168.1.10 kernel: [ 916.006952] FIREWALL:BLOCKEDIN=eth3 OUT= MAC=ff:ff:ff:ff:ff:ff:00:21:70:4d:4f:ae:08:00 SRC=192.168.1.170 DST=192.168.1.255 LEN=96 TOS=0×00 PREC=0×00 TTL=128 ID=61496 PROTO=UDP SPT=137 DPT=137 LEN=76
Mar 24 12:13:14 192.168.1.10 kernel: [ 916.764653] FIREWALL:BLOCKEDIN=eth3 OUT= MAC=ff:ff:ff:ff:ff:ff:00:21:70:4d:4f:ae:08:00 SRC=192.168.1.170 DST=192.168.1.255 LEN=96 TOS=0×00 PREC=0×00 TTL=128 ID=61497 PROTO=UDP SPT=137 DPT=137 LEN=76
Dal valore del TTL possiamo evincere che sia una macchina Windows nella stessa sotto rete del firewall (0 hop di distanza),mentre dal mac address “00:21:70:4d:4f:ae:08:00″,fondamentalmente dalle prime due coppie di caratteri scopriamo che la marca è Dell.
Backdoor demonstration by Symantec Settembre 7, 2009
Posted by installatore in networking.Tags: backdoor, ghostnet, security, windows
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La cosa mi spaventa al quanto…
Linux Monitor / Healthcheck script Settembre 3, 2009
Posted by installatore in Varie, linux, networking, script, solaris.Tags: admin, check, health, linux, monitor, sys, sysadmin
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In questo articolo,descrivo come tramite l’uso dei comandi della shell di linux possiamo crearci uno script da schedulare successivamente con cron,per monitorare lo stato di salute dei nostri server.La funzionalità dello script è molto semplice ,sicuramente può essere migliorato.
Come prima cosa partirei controllando che il/i filesystem del nostro server non siano pieni .
[root@rac2 ~]# df -h
Filesystem Size Used Avail Use% Mounted on
/dev/mapper/VolGroup00-LogVol00
14G 13G 775M 95% /
/dev/sda1 99M 19M 76M 20% /boot
tmpfs 502M 300M 202M 60% /dev/shm
[root@rac2 ~]# last | head -20root pts/3 192.168.0.8 Tue Aug 18 09:20 still logged inoracle pts/3 :0.0 Tue Aug 18 09:17 – 09:20 (00:02)oracle pts/3 :0.0 Tue Aug 18 08:19 – 09:16 (00:56)oracle pts/2 :0.0 Tue Aug 18 07:08 still logged inoracle :0 Tue Aug 18 07:08 still logged inoracle :0 Tue Aug 18 07:08 – 07:08 (00:00)root pts/1 openfiler1 Tue Aug 18 07:04 still logged inreboot system boot 2.6.18-128.4.1.e Tue Aug 18 06:57 (02:25)root pts/1 :0.0 Tue Aug 18 06:44 – down (00:11)root pts/2 openfiler1 Tue Aug 18 06:22 – down (00:32)root pts/1 :0.0 Tue Aug 18 06:15 – 06:43 (00:28)root :0 Tue Aug 18 06:14 – down (00:40)root :0 Tue Aug 18 06:14 – 06:14 (00:00)reboot system boot 2.6.18-128.4.1.e Tue Aug 18 06:10 (00:45)root pts/1 :0.0 Tue Aug 18 05:49 – down (00:19)root pts/1 :0.0 Tue Aug 18 05:47 – 05:48 (00:00)root pts/1 :0.0 Sun Aug 16 16:36 – 05:46 (1+13:10)root pts/2 :0.0 Sun Aug 16 16:26 – down (1+13:41)root pts/1 :0.0 Sun Aug 16 16:24 – 16:36 (00:12)root :0 Sun Aug 16 16:23 – down (1+13:45)
[root@rac2 ~]# du -h /tmp8.0K /tmp/gconfd-root4.0K /tmp/keyring-JuVYH24.0K /tmp/.oracle16K /tmp
[root@rac2 ~]# dmidecode |grep -B 2 StatSerial Number: …..Asset Tag:Boot-up State: SafePower Supply State: SafeThermal State: SafeSecurity Status: None–Max Speed: 5200 MHzCurrent Speed: 2400 MHzStatus: Populated, Enabled–On Board Device InformationType: EthernetStatus: Enabled–On Board Device InformationType: SoundStatus: Enabled–On Board Device InformationType: OtherStatus: Enabled–Access Method: Memory-mapped physical 32-bit addressAccess Address: 0xFFF81000Status: Valid, Not Full–Handle 0×1800, DMI type 24, 5 bytes.Hardware SecurityPower-On Password Status: EnabledKeyboard Password Status: Not ImplementedAdministrator Password Status: EnabledFront Panel Reset Status: Not Implemented–Cooling DeviceType: FanStatus: OK–Cooling DeviceType: FanStatus: OK–Cooling DeviceType: FanStatus: OK–Handle 0×2000, DMI type 32, 11 bytes.System Boot InformationStatus: No errors detected
[root@rac2 ~]# ifconfigeth4 Link encap:Ethernet HWaddr 00:0C:29:2D:6F:3Einet addr:192.168.0.102 Bcast:192.168.0.255 Mask:255.255.255.0inet6 addr: fe80::20c:29ff:fe2d:6f3e/64 Scope:LinkUP BROADCAST RUNNING MULTICAST MTU:1500 Metric:1RX packets:2814028 errors:0 dropped:0 overruns:0 frame:0TX packets:383162 errors:0 dropped:0 overruns:0 carrier:0collisions:0 txqueuelen:1000RX bytes:2263618394 (2.1 GiB) TX bytes: 372588412946 (347 GiB)Base address:0×2000 Memory:d8940000-d8960000
[root@rac2 ~]# ethtool eth0Settings for eth0:Supported ports: [ TP ]Supported link modes: 10baseT/Half 10baseT/Full100baseT/Half 100baseT/Full1000baseT/FullSupports auto-negotiation: YesAdvertised link modes: 10baseT/Half 10baseT/Full100baseT/Half 100baseT/Full1000baseT/FullAdvertised auto-negotiation: YesSpeed: 1000Mb/sDuplex: FullPort: Twisted PairPHYAD: 0Transceiver: internalAuto-negotiation: onSupports Wake-on: dWake-on: dCurrent message level: 0×00000007 (7)Link detected: yes
[root@rac2]# sensorslm85b-i2c-0-2eAdapter: SMBus I801 adapter at c400V1.5: +1.47 V (min = +1.42 V, max = +1.58 V)VCore: +1.49 V (min = +1.45 V, max = +1.60 V)V3.3: +3.33 V (min = +3.13 V, max = +3.47 V)V5: +5.03 V (min = +4.74 V, max = +5.26 V)V12: +12.25 V (min = +11.38 V, max = +12.62 V)CPU_Fan: 2386 RPM (min = 4000 RPM) ALARMfan2: 0 RPM (min = 0 RPM)fan3: 0 RPM (min = 0 RPM)fan4: 300 RPM (min = 0 RPM)CPU: +29°C (low = +10°C, high = +50°C)Board: +29°C (low = +10°C, high = +35°C)Remote: +28°C (low = +10°C, high = +35°C)CPU_PWM: 255Fan2_PWM: 255Fan3_PWM: 77vid: +1.525 V (VRM Version 9.0)
[root@rac2 ~]# dmesg | grep sdaSCSI device sda: 33554432 512-byte hdwr sectors (17180 MB)sda: Write Protect is offsda: Mode Sense: 5d 00 00 00sda: cache data unavailablesda: assuming drive cache: write throughSCSI device sda: 33554432 512-byte hdwr sectors (17180 MB)sda: Write Protect is offsda: Mode Sense: 5d 00 00 00sda: cache data unavailablesda: assuming drive cache: write throughsda: sda1 sda2sd 0:0:0:0: Attached scsi disk sdaEXT3 FS on sda1, internal journal
[root@rac2]# top -bn 2 >> /tmp/top.txttop – 09:52:46 up 130 days, 5 users, load average: 0.13, 0.21, 0.27Tasks: 159 total, 3 running, 156 sleeping, 0 stopped, 0 zombieCpu(s): 0.0%us, 1.0%sy, 0.0%ni, 95.0%id, 3.6%wa, 0.0%hi, 0.3%si, 0.0%stMem: 1027004k total, 936852k used, 90152k free, 20292k buffersSwap: 2064376k total, 71652k used, 1992724k free, 681484k cachedPID USER PR NI VIRT RES SHR S %CPU %MEM TIME+ COMMAND1314 root 15 0 12740 1108 804 R 1.0 0.1 0:00.16 top1274 root 15 0 88948 3328 2588 R 0.3 0.3 0:00.27 sshd1 root 15 0 10344 508 476 S 0.0 0.0 0:01.22 init2 root RT -5 0 0 0 S 0.0 0.0 0:00.00 migration/03 root 34 19 0 0 0 S 0.0 0.0 0:00.05 ksoftirqd/04 root RT -5 0 0 0 S 0.0 0.0 0:00.00 watchdog/05 root 10 -5 0 0 0 S 0.0 0.0 0:05.58 events/06 root 10 -5 0 0 0 S 0.0 0.0 0:00.00 khelper15 root 10 -5 0 0 0 S 0.0 0.0 0:00.01 kthread19 root 10 -5 0 0 0 S 0.0 0.0 0:08.29 kblockd/020 root 20 -5 0 0 0 S 0.0 0.0 0:00.00 kacpid205 root 15 -5 0 0 0 S 0.0 0.0 0:00.00 cqueue/0208 root 10 -5 0 0 0 S 0.0 0.0 0:00.00 khubd
#!/bin/sh# monitor script linux v1uname -a > /tmp/mhc.txtecho “—————————-”>>/tmp/mhc.txtdf -h >> /tmp/mhc.txtlast |head -10 >> /tmp/mhc.txtecho “—————————-”>>/tmp/mhc.txtdu -h /tmp >> /tmp/mhc.txtecho “—————————-”>>/tmp/mhc.txtethtool eth0 >> /tmp/mhc.txtecho “—————————-”>>/tmp/mhc.txtifconfig eth0 >> /tmp/mhc.txtecho “—————————-”>>/tmp/mhc.txtdmidecode |grep -B 2 Stat >> /tmp/mhc.txtecho “—————————-”>>/tmp/mhc.txtsensors >> /tmp/mhc.txtecho “—————————-”>>/tmp/mhc.txttop -bn 2 >> /tmp/mhc.txtecho “—————————-”>>/tmp/mhc.txtsmartctl -d ata -iH /dev/sda >> /tmp/mhc.txtsmartctl -d ata -iH /dev/sdb >> /tmp/mhc.txtecho “—————————-”>>/tmp/mhc.txtdmesg |grep sda >> /tmp/mhc.txtdmesg |grep sdb >> /tmp/mhc.txtecho “—————————-”>>/tmp/mhc.txtcat /tmp/mhc.txt |mail -s server-health-check your@email.com
[root@rac2 ~]# df -hFilesystem Size Used Avail Use% Mounted on/dev/mapper/VolGroup00-LogVol0014G 13G 775M 95% //dev/sda1 99M 19M 76M 20% /boottmpfs 502M 300M 202M 60% /de
Active/Active cluster with Heartbeat + Mon for a Server Application Aprile 26, 2009
Posted by installatore in linux, networking, script.Tags: dns, linux, rhel, server
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In questo articolo spiegherò brevemente come poter creare un cluster a 2 nodi Active/Active per un applicazione server attraverso anche l’uso di un record DNS Round Robyn,che andrà a smistare il traffico.
Per questa configurazione ho scelto di avere 2 indirizzi Ip virtuali (a cui punterà il round robyn) che potranno effettuare il failover su entrambi i nodi del nostro cluster.Per creare i 2 ip virtuali e lanciare mon, utilizzeremo heartbeat http://www.linux-ha.org/ .
Per gestire le risorse clusterizzate utilizzeremo mon http://mon.wiki.kernel.org/ .Mon avrà il compito di monitorare i nostri 2 nodi e tramite lo script tcp.monitor monitorare la porta che la nostra applicazione terrà aperta in ascolto.
Prima di tutto andiamo a configurare il file /etc/hosts inserendo i nomi host dei nostri server su entrambi i nodi.
10.0.0.2 nodoclu1
10.0.0.3 nodoclu2
Quindi procediamo con l’installazione di heartbeat e di mon,tramite i sorgenti o i packages scaricati dai relativi siti.Ipotizzerò che le cartelle di installazione per i 2 programmi siano /etc/ha.d (per heartbeat) e /etc/mon (per mon).
Cominciamo con il configurare su entrambi i nodi il file /etc/ha.d/ha.cf nel seguente modo:
# Logging
debug 0
debugfile /var/log/ha-debug
use_logd false
logfacility daemon
logfile /var/log/ha-log
# Misc Options
traditional_compression off
compression bz2
coredumps true
# Communications (scelgo su quali interfacce e su che porta configurare le comunicazioni interne tra i due nodi)
udpport 691
bcast eth0
bcast eth1
# Thresholds (in seconds)
keepalive 1
warntime 6
initdead 5 #(un nodo viene indicato come failed dopo 5 secondi)
deadtime 9 #(un nodo viene indicato come morto dopo 9 secondi)
ping 10.0.0.1 #(per verificare che la rete pubblica sia sù pingo il mio gateway)
node nodoclu1,nodoclu2 #(i nodi che appartengono al cluster)
auto_failback off #(gestisco il fail back delle risorse con mon,quindi questo lo lascio a off)
respawn hacluster /usr/lib64/heartbeat/ipfail #(indica il programma che controlla le interfacce di rete)
In questo file abbiamo quindi specificato i parametri di partenza per heartbeat,non ci resta che andare ad editare anche il file /etc/ha.d/haresources per poter configurare le risorse che vogliamo clusterizzare.
nodoclu2 10.0.0.20
Abbiamo quindi specificato che sul nodoclu1 sarà presente l’ip virtuale 10.0.0.10 e la risorsa mon_script ,che sarebbe lo script di avvio di mon,che dovrà essere inserito in /etc/ha.d/resource.d .Mentre per il nodoclu2 girerà solamente un altro ip virtuale.Ovviamente entrambi i nodi possono ospitare tutte le risorse qui descritte (2 ip virtuali + mon).Qui di seguito lo script mon_script….
#
# start/stop the mon server
#
# processname: mon
# config: /etc/mon/mon.cf
# pidfile: /var/run/mon.pid
#
PATH=/bin:/usr/bin:/sbin:/usr/sbin
export PATH
# Source function library.
. /etc/rc.d/init.d/functions
# See how we were called.
case “$1″ in
start)
echo -n “Starting mon daemon: “
# daemon /etc/mon/mon -c /etc/mon/mon.cf
/etc/mon/mon -f -c /etc/mon/mon.cf
echo
touch /var/lock/subsys/mon
;;
stop)
echo -n “Stopping mon daemon: “
killproc mon
echo
rm -f /var/lock/subsys/mon
;;
status)
base=”mon”
pid=`pidof -o $$ -o $PPID -o %PPID -x ${base}`
if [ -n "$pid" ]; then
echo “running”
else
echo “stopped”
fi
;;
monitor)
base=”mon”
pid=`pidof -o $$ -o $PPID -o %PPID -x ${base}`
if [ -n "$pid" ]; then
echo “running”
else
echo “stopped”
exit 7
fi
;; restart)
killall -HUP mon
;;
*)
echo “Usage: mon {start|stop|status|restart|monitor}”
exit 1
esac
exit 0
A questo punto possiamo lanciare heartbeat su entrambi i nodi per controllare che vengano caricate tutte le nostre risorse (/etc/init.d/heartbeat start).Quindi possiamo partire configurando il file /etc/mon/mon.cf
mondir = /etc/mon/mon.d
logdir = /etc/mon
maxprocs = 20
histlength = 100
randstart = 60s
hostgroup nodo2 10.0.0.3
service tcp
interval 5s
monitor tcp.monitor -p 3000 10.0.0.2 #-p portatcp indirizzonodo1
period wd {Mon-Sun}
alert ha_sall.alert #appena non mi risponde per 2 volte il server lancio /usr/lib64/heartbeat/hb_standby all
upalert ha_tloc.alert #appena torna su il server lancio /usr/lib64/heartbeat/hb_takeover local
alertafter 2
no_comp_alerts
watch nodo2
service tcp
interval 5s
monitor tcp.monitor -p 3000 10.0.0.3 #-p portatcp indirizzonodo2
period wd {Mon-Sun}
alert ha_tall.alert # appena non mi risponde per 2 volte il server lancio /usr/lib64/heartbeat/hb_takeover all
upalert ha_sfor.alert #appena torna su lancio /usr/lib64/heartbeat/hb_standby foreign
alertafter 2
no_comp_alerts
I file come ha_sfor.alert sono contenuti sotto /etc/mon/alert.d e non sono altro che file script con il comando scritto affianco.Ovviamente questa è la configurazione del nodo 1 quindi sul nodo 2 dovrò scambiare tutto ciò che riguarda col nodo1 con il nodo2 e viceversa.In pratica monitorizza se la porta 3000 sugli indirizzi ip indicati è aperta se non lo è esegue il file di alert dopo 2 volte che non risponde (alertafter 2),se la porta torna disponibile allora scatta l’upalert.Con questa configurazione la mia applicazione aveva tra l’alert e il failover delle risorse solo 5 secondi
direi un risultato molto soddisfacente.
BGP…un altro buco nella sicurezza di Internet Settembre 16, 2008
Posted by installatore in networking.Tags: as, autonomous system, bgp, black hole, border gateway protocol, DefCon, man in the middle, networking, security
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Al DefCon,due esperti di networking (Alex Pilosovand Anton “Tony” Kapela) hanno dimostrato come sia possibile sfruttare la troppa credibilità ,che il protocollo bgp dà alle informazioni interscambiate tra i router dei vari ISP, esponendo il fianco a possibili attacchi man-in-the-middle (MiM).
Funzionamento del BGP
Questo protocollo di routing non fà altro che tramite una serie di algoritmi calcolare la “best” path verso una determinata sottorete.Una volta calcolata,questa viene “spreadata” a tutti i router vicini definiti “neighbour”.BGP inoltre riterrà una route come la più favorità quanto più sia vicina alla rete di destinazione.Ecco un esempio….
Network Next Hop Metric LocPrf Weight Path *> 151.1.0.0/16 5.198.4.2 0 100 0 100 ?
*> 151.1.3.0/24 5.198.4.3 0 100 0 100 ?
Qui sopra vediamo riportato l’output di una entry BGP,ritornando al discorso cominciato sopra se per esempio noi dobbiamo raggiungere l’indirizzo 151.1.3.34 la best path sarà la seconda perchè è più “vicina” rispetto alla prima in quanto lnella seconda entry viene annunciata una sottorete più completa rispetto alla prima e quindi più simile all’indirizzo ip che dobbiamo raggiungere.
Dove stà l’inghippo….
Visto che BGP prenderà come vere ogni aggiornamento sulle route e eleggerà come best path quella più vicina all’ip di destinazione….un male intenzionato potrebbe “spreadare” un falso update BGP per dirottare il traffico verso un determinato indirizzo ip verso un altro e verrebbe sempre considerato vero dai router e verrà annunciato a tutti i “neighbour”.
Un evento del genere era già capitato per sbaglio a You Tube quando la Telecom Pakistana ha cominciato a “spreadare” update BGP errati sulla route verso you tube questo ha causato l’irraggiungibilità del sito per diverse ore.Potete leggerne di più qui http://news.bbc.co.uk/1/hi/technology/7262071.stm
Purtroppo la facilità con cui si può creare un router BGP e quindi poter spargere falsi update è molto semplice come è dimostrato dall’articolo qui sotto dove viene creato utilizzando un semplice Mac Mini. http://www.fubra.com/blog/2007/10/mac-mini-bgp-routers-part-2.html
Riporto qui di seguito il file di presentazione power point utilizzato dai due esperti per il DefCon.
http://installatore.files.wordpress.com/2008/09/edited-iphd-2.ppt
Ovviamente per ovviare a questa mancanza nel protocollo ,che è il più usato per il collegamento tra i vari ISP,si è studiato una soluzione chiamata S-BGP (Secure BGP) che consiste in tutta una serie di collegamenti cifrati tramite IPsec e certificati per rendere sicuro l’interscambio di informazioni tra i vari Enterprise router.Questo sicuramente eliminerebbe il problema ,ma comporterebbe un notevole esborso in termini di denaro per sostituire tutti i router ormai obsoleti che a causa della limitata potenza di calcolo oltrechè alla memoria ristretta nonchè all’altissimo numero di collegamenti che reggono,che non reggerebbero di certo il nuovo protocollo.
Come conclusione citando Douglas Maughan( cybersecurity research program manager for the DHS’s Science and Technology Directorate)
The only thing that can force them (to fix BGP) is if their customers … start to demand security solutions
The Enhaced Bob Maneuver – Subnetting rapido rapido Settembre 15, 2008
Posted by installatore in networking.Tags: cisco, nat, networking, subnet, subnetting
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In questo post andremo ad analizzare questa tecnica di subnetting immediata nella comprensione e veloce nell’attuazione grazie all’utilizzo di un semplice schema.
Lo schema come potete vedere è composto da 4 righe l’utilizzo dello stesso prevede di cominciare dal basso verso l’altto.Al di sotto della riga nera in grassetto,si conta da destra verso sinistra,mentre al di sopra della stessa si conta da sinistra verso destra.Queste sono le semplici regole per utilizzare questa tecnica.
Come prima cosa dobbiamo decidere quante subnets vogliamo nella nostra rete e quindi cercare il numero che gli si avvicina di più nell’ultima riga in basso “Number of valid subnets”.
Una volta individuato il numero di subnets che fà a caso nostro ci spostiamo in linea verticale verso l’alto sulla riga “Bit place” che ci indica il numero di bit dedicati alla subnet (i rimanenti saranno dedicati agli hosts).
Quindi partendo da sinistra (128) sulla riga “Target number” ci spostiamo di tante posizioni quanto è il numero che avevamo trovato sulla riga “Bit place”.Il numero individuato è il numero di hosts presenti nelle nostre subnets.
A questo punto basterà spostarci in linea verticale verso l’alto per trovare la subnetmask che fà al caso nostro.
Adesso facciamo un esempio pratico per schiarirci un pò le idee. vogliamo 9 subnets sull’indirizzo di classe C 192.168.1.0
1)Il numero più vicino a 9 sulla riga “Number of valid subnets” è 14 2)Spostandoci in alto sulla riga “Bit Place” troviamo il numero 4 3)Contando 4 volte da 128 verso destra sulla riga “Target number” troviamo il numero 16 (che sono gli hosts presenti sulle nostre subnets) 4)Muovendoci verso l’alto dal numero 16 sulla riga “Target number” troviamo la “Subnet mask” 240
Quindi la nostra subnet mask è 255.255.255.240 192.168.1.0-15 (255.255.255.240) 192.168.1.16-31 (255.255.255.240) 192.168.1.32-47 (255.255.255.240)
